Nella storia della fotografia l’invenzione della camera oscura e’ stata la parte piu’ importante per la creazione della macchina fotografica; pero’ a quando risale e’ impossibile dirlo. In effetti la camera oscura e’ sempre esistita, e’ l’uomo che ha saputo cogliere quello che già la natura aveva brevettato. Per fare un esempio, una caverna buia con un piccolo foro nella roccia che guardi all’esterno e’ già una rudimentale camera oscura; anche l’occhio umano e’ costruito sul principio della camera oscura: la lente dell’obbiettivo della macchina fotografica corrisponde al cristallino e il foro di entrata della luce alla pupilla, al di là della quale si trova la camera oscura dell’occhio, sul cui fondo si trova la retina, dove si proiettano, rovesciate, come nel caso della caverna,
le immagini del mondo esterno.A differenza dell’immagine
proiettata sulla parete della caverna la quale si vede capovolta, noi vediamo
le immagini dritte perche’ il nostro cervello le raddrizza. Il primo ad
aver concepito questo fenomeno della natura e’ stato Aristotale nel IV secolo
a.C. allo scopo di osservare un’eclisse di sole.
Bisogna
aspettare il 1515 quando il nostro Leonardo da Vinci, studiando la riflessione
della luce sulle superfici sferiche descrisse una camera oscura che chiamo’
Oculus Artificialis (occhio artificiale).
La camera oscura venne utilizzata dagli artisti del Rinascimento per proiettare, su pareti o su tele, immagini che servivano per poi realizzare un dipinto o disegno.